LE TERRE DELL’AUSER

 
 

La fotografia aerea e satellitare ha avuto un ruolo fondamentale nella scoperta dei ‘paesaggi sepolti’ della Piana di Lucca. I rami in cui l’Auser/Serchio divideva le sue acque all’arrivo in pianura sono apparsi dapprima nelle fotografie aeree, e poi in quelle satellitari che, sottoposte ad opportuno trattamento, hanno fatto emergere gli alvei sepolti.

Gli insediamenti etruschi e romani che si distribuiscono sulle rive dei fiumi sepolti ne assicurano la datazione.

Ancora nell’Ottocento il sistema di canali della Piana di Lucca conservava segni dell’alveo di sinistra, oggi in parte ripetuto dal Frizzone; il ramo di destra è ancora ripetuto, in gran parte, dall’Ozzeri, mentre il Serchio attuale ripete percorso e nome (Auserculus) di un ramo secondario nell’Antichità, divenuto principale nel Medioevo.

Le Terre dell’Auser hanno restituito i segni di un sistema di insediamenti d’età romana che è stato al centro di un incontro di studi a Capannori, il 22 novembre 2008.