IL SAN FRANCESCO DI LUCCA:

LO SCAVO

 
 

I servizi di graffita


La componente dominante delle ceramiche conventuali è di graffita.

Lo scavo della Stecca attesta in contesti cinquecenteschi un servizio (Servizio I: fig. 15), che riproduce l’aspetto saliente del Servizio A di maiolica: la sigla S F, che risalta nella monocromia dell’ingobbio bianco rivestito da vetrina.

Negli strati seicenteschi degli Orti compare il servizio (Servizio II), presente anche nel contemporaneo contesto 320 della Stecca, al quale appartiene la scodella emisferica con piede a disco e fondo piano, che presenta la sigla S F° L: S(an) F(rancesco) L(ucca). La forma è caratterizzata dalla decorazione esterna costituita da una fascia campita da baccellature oblique, rese a fondo ribassato. Altre serie, in uso negli stessi decenni in cui veniva impiegato questo servizio, sono documentate da pochi frammenti di scodelle, nelle quali appare la sigla S F ai lati del Calvario stilizzato (fig. 16).

I materiali dallo scavo degli Orti indicano che a partire dal Seicento la ceramica da mensa graffita prodotta su specifica commissione del San Francesco di Lucca soddisfaceva buona parte delle esigenze conventuali. I contesti 209 e 430 documentano un sistema (Servizio III A) formato da una scodella e da piatti di diversa capienza, con larga tesa confluente, cavetto profondo e piede a disco lievemente incavato. Il buon livello della produzione emerge dalla qualità dell’invetriatura, che copre l’ingobbio anche all’esterno, risparmiando solo il piede. L’apparato decorativo è limitato alla sigla S F L o L S F, iscritta in un tondo chiuso da tre cerchi concentrici graffiti, uniti da una banda dipinta in verde. Sono attestate alcune varianti  (Servizi III B-C), caratterizzate dalla sigla L S F, talora con la banda in giallo oppure con una corona formata dalla sola banda in verde e sigla S F o S F L.

Il Servizio III perdura fino ai primi del Settecento, come emerge dai contesti stratigrafici di questo periodo.

Solo nel corso del secondo quarto del XVIII secolo appare un nuovo servizio composto dalle forme della scodella e del piatto. Entrambi sono caratterizzati dalla sigla S F dipinta sull’ingobbio (Servizio IV A), posta tra due punti ai lati di una croce; si impiega il giallo ferraccia tendente al rosso sui piatti, il verde nelle scodelle.

Esigue partite di questo servizio sono distinguibili per la S retrograda e per la stesura frettolosa della croce, che assume la forma ‘di Sant’Andrea’ (Servizio IV B) o per la diversa redazione della sigla (Servizio IV C).

Il centro di produzione di queste classi ceramiche connotate da un sistema decorativo limitato a pennellate di colore stese sull’ingobbio, si trova molto probabilmente nella Toscana granducale, dalla quale partiva nella seconda metà del Settecento il grande flusso di ceramiche per Lucca ricordato dal Rapporto granducale del 1767.