LA ROCCA DI CAMPORGIANO
NEL PRIMO RINASCIMENTO

 
 

I saggi nell’area della Rocca Tonda delle Verrucole di San Romano in Garfagnana, ne hanno dimostrato la fondazione interamente quattrocentesca, collegata alla riorganizzazione della prima età estense delle fortificazioni dei territori appena acquisiti dal Marchese di Ferrara, e che nel caso delle Verrucole può essere riferita, sulla scorta di una perduta iscrizione, agli anni di Leonello d’Este (1441-1450).

La Rocca Tonda conserva ancora, nella sua veste attuale, le strutture quattrocentesche, con cui si rivestì e regolarizzò una delle due vette del rilievo; il paramento murario, innalzato nel Cinquecento, presenta ancora ben leggibili le merlature dalle quali doveva spiccare un torrione circolare centrale.

Segnalato ancora dalla pianta del Pasi, nella seconda metà del Cinquecento, il torrione è stato recuperato nelle sue fondazioni a conclusione della sequenza di saggi 1997-2004, e consente di tratteggiare l’aspetto quattrocentesco della Rocca, grazie anche alla datazione certificata dalla ricca serie di materiali ceramici, numismatici, metallici, che è in parte oggi possibile apprezzare nel nuovo Museo di San Romano in Garfagnana.

Con la cerchia merlata attestata su un’eminenza rocciosa, da cui svetta un alto mastio circolare, la Rocca Tonda doveva presentarsi in maniera non dissimile dalle rocche che popolano le montagne che fanno da sfondo ai paesaggi negli affreschi dei Mesi di Schifanoia a Ferrara – e sarebbe da valutare la possibilità di concrete allusioni alle rocche dei distretti di montagna dello Stato estense, in queste immagini – o a quelle dei fortilizi – uno dei quali chiaramente in costruzione – che spesso ritornano nei paesaggi del Mantegna. Una tipica rocca dei decenni centrali del Quattrocento, dunque, in cui la conservazione dei tipici aspetti medievali è evidente soprattutto nell’alto, o altissimo, mastio centrale, mentre la simbiosi fra suolo roccioso e rivestimento della cerchia esterna, il procinto, sembra tradire la ricerca di strutture idonee ad affrontare il potere distruttivo delle armi da fuoco.

Il modello offerto dalla Rocca Tonda delle Verrucole impone anche la rilettura del complesso della Rocca di Camporgiano. Alla luce della morfologia delle Verrucole, è impossibile eludere la suggestione di uno strettissimo rapporto fra questo e il corpo centrale – la ‘ritirata’, come è chiamata dei documenti quattro-cinquecenteschi – della Rocca di Camporgiano: la planimetria cinquecentesca fa risaltare una struttura che riveste la roccia di base, sulla cui sommità spicca una ‘torre quadrata’.

La sintonia fra le due rocche dovrebbe dunque dichiararne la sostanziale contemporaneità di costruzione o rinnovamento, come chiavi del potere estense in Garfagnana, castelli medievali rinnovati e adeguati alle nuove esigenze poliorcetiche negli anni di Leonello e Borso d’Este, il terzo venticinquennio del Quattrocento.