Peccioli e la Valdera

dal Medioevo all’OTTOCENTO

Giornata di studio del 18 aprile 2009

Peccioli, Centro Polivalente


 
 

Andrea Saccocci,

Un piccolo ripostiglio di grossi, quattrini e denari della seconda metà del XIV secolo dall’area della Pieve di San Giusto a Padule (Capannoli)

La metodica ricerca di superficie che è uno degli aspetti più incisivi dell’attività del volontariato in Valdera, sotto l’egida del Gruppo ‘Tectiana’, ha condotto anche alla puntualizzazione della vita della Pievaccia di Capannoli, la dimenticata Pieve di San Giusto in Padule sulla destra dell’Era: insigne nell’Alto Medioevo, progressivamente abbandonata, ma ancora attiva nel tardo Trecento, se vi fu interrato, forse come dotazione di un defunto, il gruzzolo presentato in questa sede. Il ritrovamento, ad opera di Maurizio Salvini, del Gruppo ‘Tectiana’, nel 2008, la tempestiva opera di pulizia, condotta da Rita Esposito con il contributo finanziario del Comune di Capannoli e della Rete Museale Valdera, permettono di mettere a fuoco aspetti della circolazione monetaria nella Valdera del Trecento.


Federico Cantini,

Archeologia dei manufatti stradali tra Medioevo ed Età Contemporanea: lo scavo 2008 in località Ponte a Elsa (San Miniato, Pisa)

All’attività di tutela preventiva si deve ascrivere anche il proficuo risultato dell’opera di assistenza archeologica condotta a Ponte a Elsa – d’intesa con l’Amministrazione Comunale di San Miniato – nel 2008. Il manufatto stradale di cui è stato possibile cogliere i successivi adeguamenti, anche per la collazione con le fonti iconografiche e documentarie, arricchisce il repertorio tecnologico già ampiamente definito nel Valdarno Inferiore dal convegno di Montopoli in Val d’Arno del 2006 (Tra città e contado).


Elisa Piludu,

Lo scavo di Santa Mustiola a Ghizzano di Peccioli: le fasi d’età medievale e moderna

Da quasi cinque anni lo scavo di Santa Mustiola è il catalizzatore dell’impegno del Gruppo ‘Tectiana’ nel territorio di Peccioli. Già al centro della giornata di studi con cui, nel 2006, si fece il punto sulla Valdera romana fra Pisa e Volterra, il sito ha rivelato nelle campagne 2007-2008 le successive trasformazioni dell’edificio di culto attestato nelle fonti documentarie dei secoli centrali del Medioevo, che ne certificano la pertinenza all’istituzione lucchese di Santa Giustina, fino all’abbandono in età moderna.