FOSSA CINQUE

UN INSEDIAMENTO DEL 1000 A.C.

NELLA PIANA DELL’AUSER

 
 

Un particolare interesse ha la fuseruola con complessa figurazione incisa ‘a cordicella’ dall’area 5, recuperi 1994.

Nello stile lineare del linguaggio figurativo del Bronzo Finale, destinato a perdurare ancora nel Villanoviano, sono rese due scene al cui centro è la figura umana, ben riconoscibile nella stilizzazione, che si contrappone, in entrambi i casi, ad un ‘essere mostruoso’, in un caso reso (almeno in parte) anche con una svastica.

Una figura umana, in atto di brandire una lancia, sembra accompagnata da un quadrupede: l’uomo e il cane, delle tipiche scene di caccia villanoviane; ma una caccia la cui controparte è un essre mostruoso, che evoca immediatamente le figure della piccola plastica in bronzo di Bisenzio, dell’avanzato VIII secolo a.C.

Solitaria è la figura umana sull’altra calotta della fuseruola, ancora contrapposta alla figura ‘mostruosa’.

La suggestione della scena dipinta su un’anfora etrusca dell’avanzato VII secolo a.C., in cui una figura femminile (identificata con Medea) affronta un mostro tricefalo, è forte.

L’ipotesi che si sia davanti a due diversi modi di affrontare le forze primordiali – virile, con la caccia; femminile, con le arti magiche, che permetterebbero l’assimilazione con la Medea del mito greco – è naturalmente destinata a rimanere tale.