GLI ETRUSCHI DI TERRICCIOLA

 
 

L’archeologia a Terricciola nasce poco dopo la pubblicazione della grande opera sugli Etruschi del Dempster (De Etruria regali). Nel 1729 l’arciprete Giovannelli sintetizza i tratti più importanti della natura e della storia di Terricciola in un memoriale in latino che verrà pubblicato integralmente dal Targioni Tozzetti, in cui un recente ritrovamento di un’urna etrusca è sfruttato come prova dell’antichità di Terricciola.

Negli anni 1752-1756 si susseguono ritrovamenti, che vedono sempre dominante la personalità del Giovannelli. Probabilmente al suo intervento si deve se l’urna con scena di Atteone ritrovata scavando nell’area della Parrocchiale viene collocata sulla facciata della canonica, dove tuttora si conserva; suoi sono importanti resoconti del ritrovamento di una tomba in proprietà Maciughi, e dello scavo della tomba di Poggio alle Tane.
















I materiali di questo complesso vengono inviati a Firenze, all’esame dell’Antiquario granducale; dalla descrizione che ne venne fatta, è possibile avere almeno un’idea di alcuni oggetti, come l’urna con cassa liscia e coperchio displuviato, identica a esemplari dal territorio volterrano, o la statuetta di grifo in bronzo.

Di altri ritrovamenti di tombe è possibile avere notizie solo indirette, attraverso i cippi sepolcrali in marmo che, dal Targioni Tozzetti al Mariti, sono l’elemento più vistoso della presenza etrusca in Valdera.