CERAMICHE

DEL SETTECENTO LUCCHESE

 
 

Da rilevare la presenza, nella massa di produzioni da fuoco invetriate con decorazione ingobbiata (pentole e relativi coperchi, tegami), di ceramica da mensa che associa alle estreme produzioni ingobbiate e graffite toscane, solidamente datate al XVIII secolo, piatti, crespine, vassoi della produzione albissolese a taches noires, e i boccali con cui le botteghe di Montelupo riescono a mantenere ancora nell’avanzato XVIII secolo significative quote di mercato.

A segnalare il centro di formazione della discarica finita a livellare una buca nella cantina del palazzo intervengono però manufatti riferibili a mense di tono medio-alto, aperte alle acquisizioni delle officine inglesi a cui sembrano riferibili il piatto ottagono in creamware con semplice decorazione diamond-beaded a matrice sul labbro, e il lacunoso piatto con il fortunatissimo willow pattern, ascrivibile alla prima fase della produzione, dato che il contesto non sembra restituire manufatti posteriori agli inizi dell’Ottocento.

Le migliori botteghe toscane di maiolica detengono tuttavia una posizione egemone nelle ceramiche da tavola di alta qaulità, rispecchiando le indicazioni archivistiche. Sono ben attestate, in effetti, le produzioni della bottega empolese del Levantino, il cui successo a Lucca era già documentato anche nell’evidenza archeologica, mentre un coperchio di zuppiera, in maiolica, con la fine decorazione di un fregio con i temi cinesizzanti propagati anche dalle manifatture ceramiche dell’Europa settentrionale, tradisce un’evoluzione del motivo che lo avvicina più alle cifre di Doccia che alle corsive redazioni del Levantino stesso.

Da Doccia giunge sicuramente il bidet in maiolica, con decorazione ‘a stampino’, prodotto nei decenni successivi alla metà del secolo, componente ceramica dell’accessorio domestico la cui diffusione inizia proprio in questo torno di tempo.

Il livello di consumi attestato dalla discarica è dunque contiguo a quello proposto dai manufatti ceramici settecenteschi giunti per tradizione diretta, o dagli inventari delle dotazioni di dimore del ceto aristocratico lucchese, oggetto di una recente accuratissima recensione da parte di Sergio Nelli.

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maiolica toscana settecento bidet ginori
ceramica inglese settecento willow pattern
 
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