IL LAGO E I SUOI CASTELLI

PAESAGGI MEDIEVALI DEL LAGO DI SESTO/BIENTINA

 
 

La ricchissima serie di documenti e di cartografie lucchesi dell’area, che inizia con una spettacolare ‘mappa catastale’ dei primi del Quattrocento, non offre nessun conforto all’interpretazione del monumento, che rimane dunque – in attesa di felici scoperte archivistiche – una di quelle ‘misteriose presenze’ che non sono esclusive dell’archeologia ‘esotica’.

Una struttura legata ai vari tentativi di messa a coltura di quest’area, che si susseguono dal XII secolo? L’abbozzo di uno di quegli edifici rurali che dal Cinquecento cominciano a guidare la ‘riconquista’ di un importante polmone agricolo del territorio della Repubblica di Lucca? Il dato archeologico non avalla, né esclude, alcuna di queste ipotesi, anche perché l’iconografia cinque-seicentesca attesta la presenza di vere e proprie ‘case-torri’, come quella nel contiguo territorio di Porcari, di proprietà della famiglia aristocratica dei Poggi, attestata da un Martilogio seicentesco.

Tuttavia è stato proprio lo scavo di questo edificio, nel 2007, a mettere in crisi questa possibilità esegetica, per la profonda differenza nelle dimensioni delle strutture, oltre che nella tecnica.

E dunque, cedendo alla fantasia, perché non pensare che il Comune di Lucca – come le fonti attestano all’Isola – avesse costruito una torre per vigilare sulla confluenza del Rogio nel Frizzone, dove iniziava un percorso fluviale che, attraverso la fossa dell’Egiora e la fovea Navicatoria, descritta nei Catasti del Trecento, portava dal Lago sino alle porte di Lucca? Gli Statuti dei primi del Trecento dimostrano l’interesse di Lucca a garantire questa via d’acqua.

Giacché fra Tre- e Quattrocento i Catasti, che attestano nell’area un ‘giuncheto’ o ‘pagliareto’ di proprietà del Comune di Paganico, non fanno cenno della struttura, la datazione potrebbe risalire al Duecento. Il dato non è inverosimile, anche per la componente laterizia, ma deve naturalmente essere valutato con estrema cautela.