CASTELFRANCO DI SOTTO

FRA CINQUECENTO E SETTECENTO

UN ITINERARIO ARCHEOLOGICO

 
 

L’archeologia ci permette di entrare nella case del Seicento e del Settecento soprattutto con le ceramiche (da mensa, da cucina, contenitori); molto più rara è l’attestazione di vetri, che venivano di norma recuperati e rifusi (un esempio di ‘raccolta differenziata’), per non parlare dei metalli. In qualche caso dallo scavo affiorano anche testimonianze della vita spirituale, come lo spettacolare crocifisso in ceramica finito nei livellamenti di Santa Chiara.

Le testimonianze archeologiche possono essere ricollocate inegli ‘interni domestici’ grazie all’evidenza iconografica. Le nature morte, e, più ancora, le scene di genere d’interno in cui eccelsero i ‘pittori della realtà’, nei primi del Settecento, sono immagini in cui è possibile ritrovare spesso gli oggetti finiti in frammenti nella terra e scavati dall’archeologo.

Particolarmente vivaci sono le immagini proposte da Giovanni Maria Crespi, nei primi decenni del Settecento: la Dama che si spulcia, prodotta in una vera e propria piccola serie, ci introduce in un ‘monolocale’ che vede letto e relative appendici, affollate di ceramiche, nella stessa stanza in cui sono in bella vista le ceramiche e i metalli (in rame e peltro) della cucina.

Un vero e proprio trionfo della suppellettile da tavola e da fuoco è l’ambiente in cui è impegnata la Sguattera: è possibile riconoscere quasi tutta la tipologia delle ceramiche da fuoco, mentre la suppellettile da mensa sembra quasi solo in metallo (peltro).

Infine, se si volesse avere un’immagine delle fiere – a Castelfranco istituita nel 1700 – in cui era possibile acquistare le ceramiche, l’angolo destro della Fiera di Poggio a Caiano ci permetterebbe di apprezzare quasi tutte le tipologie ceramiche che sono offerte dallo scavo di un contesto del Seicento o del Settecento.