CASTELFRANCO DI SOTTO

FRA CINQUECENTO E SETTECENTO

UN ITINERARIO ARCHEOLOGICO

 
 

Se la vita genera gli scarti d’uso che finiscono nella terra, la morte si riflette nelle ‘sepolture murate’ di cui si dotano, a partire dallo scorcio finale del Medioevo, tutte (o quasi) le chiese. Dall’uso ancora prevalente della sepoltura individuale, posta all’interno o a ridosso della chiesa, si passa infatti al costume delle sepolture multiple, entro grandi casse in muratura, spesso con copertura a volta, accessibili dal pavimento della chiesa con una botola coperta da un tombino. Qui, a ridosso, a fianco, o sopra altri cadaveri, spesso putrescenti, viene collocata la salma, per un riposo che talora viene spezzato dall’esumazione dei resti ossei, indispensabile per far posto a nuove deposizioni.

Naturalmente ancora nel Settecento sono in uso deposizioni singole, come segnalano del resto le lastre tombali, ma la deposizione collettiva nelle grandi casse in laterizio è il costume funerario prevalente se non dominante fra XVI e XVIII secolo, fino alla costruzione dei Camposanti posti al di fuori dell’area urbana, e destinati ad affermarsi non senza difficoltà a partire dalle riforme illuministiche della fine del Settecento, di cui i Sepolcri del Foscolo danno la celeberrima eco letteraria. Nel corso dell’Ottocento le norme igieniche prevalgono infine sulla devozione che portava a interrare i defunti all’interno delle chiese.

Le chiese dei Santi Pietro e Paolo (la Collegiata) e San Matteo sono ancora veri e propri cimiteri, con le grandi casse di cui la Collegiata fu dotata anche nel rinnovamento dei primi decenni del Settecento, mentre Castelfranco si dotava tuttavia anche di un Camposanto extraurbano posto proprio dove oggi insiste il Cimitero Comunale.

Lo scavo della chiesa di Santa Chiara, nel 1991, ha permesso di completare il ‘viaggio archeologico’ nella Castelfranco d’età moderna (XVI-XVIII secolo) aggiungendo al momento della vita rispecchiato dai materiali finiti nelle stratificazioni il momento della morte, con i defunti stratificati nei cassoni della navata, e le ossa esumate e raccolte nell’Ossario costruito a ridosso dell’altar maggiore. Lo scavo ha dimostrato che le ‘sepolture murate’, sono elemento strutturale della chiesa, previste sia per le monache, che per le famiglie patrone dell’istituzione religiosa.