CASTELFRANCO DI SOTTO

FRA CINQUECENTO E SETTECENTO

UN ITINERARIO ARCHEOLOGICO

 
 

Il Granducato di Toscana, fra Cinquecento e Settecento, è retto dal governo assoluto del Granduca – della famiglia Medici fino al 1737, poi dei Lorena – ma il forte potere centrale non esclude che le comunità locali dispongano di un certo margine di autonomia, per quanto attiene agli affari dei singoli Comuni, gestita da magistrature elettive affidate a un numero ristretto di famiglie, per lo più di proprietari terrieri.

Rispecchiando questa situazione, il Comune di Castelfranco vede la giustapposizione del Podestà, designato dal potere centrale, e delle magistrature locali, elettive, affidate alle famiglie ‘ammesse agli onori’ delle magistrature locali con precisi atti normativi.

Si tratta di una vera e propria ‘aristocrazia locale’, che emula sulla scala delle piccole comunità le grandi famiglie dell’aristocrazia fiorentina, e il cui impegno contribuisce non poco al decoro edilizio e delle istituzioni – civili e religiose – comunali. Talora i maggiorenti locali, grazie ai rapporti privilegiati con la famiglia granducale o con le aristocrazie cittadine, consentono alla comunità di origine di godere della benevolenza granducale, e ad esse comunque la comunità ricorre per vere e proprie ‘raccomandazioni’.

Fra Cinquecento e Settecento, con l’estinzione o l’indebolimento di alcune delle famiglie di antica tradizione, e l’affermazione di nuove, il numero di queste famiglie si allarga, ma non supera mai il numero di qualche decina. Probabilmente le famiglie che possono aspirare alle magistrature del Comune non raggiungono il 10-15% del totale, su una popolazione che a Castelfranco passa dai circa 900 abitanti del XVI secolo ai circa 1300 della metà del Settecento.

Queste famiglie mostrano il loro ‘rango’ con la dotazione di un’arme gentilizia (lo stemma); i palazzi di loro proprietà sono, per eccellenza, il luogo di esibizione di questo ‘segno’. Palazzi e famiglie danno nome, in qualche caso, anche alla via: la Via dei Novelli, la Via dei Turi.

Poco prima della metà del Settecento il Mannucci, nella sua Descrizione di Castelfranco segnala spesso la presenza di stemmi sulle facciate. Alcuni di questi sono giunti sino ai nostri giorni, come gli stemma Guerrazzi e – forse – dei Novelli in Via Matteotti.