A partire dal 2004 il ritmo delle pubblicazioni sull’archeologia lucchese ha conosciuto una rapida impennata. La ‘maturazione’ della ricerca, in effetti, dopo decenni di contributi affidati a sedi rigorosamente ‘scientifiche’, ha permesso di raccogliere i risultati dell’indagine in opere destinate – almeno nelle intenzioni – ad un pubblico più ampio. Si sono susseguiti e alternati, dal 2004

Gli agri divisi di Lucca (Nuova Immagine Editrice, 2004), Gli Etruschi della Garfagnana (Polistampa, 2005), Glarea stratae. Vie etrusche e romane della piana di Lucca (Alinea, 2006); la raccolta di saggi La colonia e la montagna. Archeologia d’età augustea a Lucca e nella valle del Serchio); i due volumi dedicati alla presentazione dei primi risultati dello scavo degli Orti del San Francesco di Lucca (I giardini sepolti.Lo scavo degli Orti del San Francesco in Lucca, Lucca 2005; Ad limitem. Paesaggi urbani e rurali di Lucca romana dallo scavo degli Orti del San Francesco in Lucca, Lucca 2007); i contributi accolti nei Quaderni della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca (In silice. Lo scavo della chiesa di San Ponziano in Lucca, Lucca 2006; (San Pietro in Campo a Montecarlo. Archeologia di una plebs baptismalis del territorio di Lucca, Lucca 2007); gli atti della giornata di studio lucchese del 2004 su I Liguri della Valle del Serchio fra Etruschi e Romani. Nuovi dati e prospettive di valorizzazione, Lucca 2005).

L’eterogeneità delle sedi ha certamente contribuito a compromettere o ridurre a livelli minimi, pressoché autoreferenziali, la diffusione dei volumi. Dunque, l’idea di una ‘collana’ che possa, con la coerenza della veste editoriale e del carattere dei contributi, dare alla ricerca archeologica a Lucca e nella Valle del Serchio una sede specifica:

I segni dell’Auser.